Il design della didattica online e le differenze con quella classica

C’è differenza tra una lezione in presenza e una online. La più grande sofferenza è il distacco. Il senso di isolamento che scaturisce dall’operare nella propria casa davanti ad uno schermo senza una guida o un supporto .

La separazione fisica dall’insegnante e dai colleghi  porta a distrarsi con facilità. Ci si sente poco coinvolti tanto da arrivare a minare la percezione dell’utilità della partecipazione e dei progressi compiuti. Una vera e propria interruzione di quotidianità che va curata con tecnica e impegno costante.

Le parole chiave sono: apprendimento attivo, collaborativo, esperienziale, costantemente misurato

Molte università americane hanno avviato già da diversi anni corsi di laurea online, equiparandoli ai corsi dal vivo, senza quella connotazione tutta italiana dei corsi teorico-pratici professionalizzanti che racconta di formazione approssimativa e di metodo didattico di serie b.

Da tempo, infatti,  il modello operativo vincente americano lavora sulle didattiche attive, creative, cooperative e capovolte. Formatori specializzati che mettono in campo esperienze su basi neuroscientifiche per la formazione a distanza.

Oggi, l’esperienza condivisa del lock-down ed il distanziamento sociale seguito alla pandemia del Covid-19, hanno imposto all’Italia ed al resto del mondo una presa di posizione seria. Il nostro paese, tutt’altro che spontaneamente, ha dovuto prendere seriamente in considerazione la possibilità di insegnare e studiare online, con mezzi che non sono nuovi ma che molti di noi si ritrovano ad usare per la prima volta. L’approccio agli strumenti non è l’unica grande difficoltà che i nostri insegnanti si trovano ad affrontare in questo periodo. Un’altra, ben più difficile da superare,è quella di mantenere qualità ed  efficacia dell’insegnamento che siano paragonabili a quelle in presenza.

Essere presenti

In classe è facile, la mediazione corporea aiuta . Online è più probabile che uno studente si senta disconnesso, che consideri la sua presenza meno importante oltre che meno rilevabile. L’insegnante deve quindi impiegare uno stimolo costante per stabilire una connessione, prima, durante e dopo la lezione. Salutando gli studenti uno per uno, chiamandoli ripetutamente per nome, rivolgendo un commento personale ad ognuno, contattando chi ha saltato una lezione. Una buona idea, ad esempio, sarebbe quella di dedicare qualche secondo ad osservare il background nella inquadratura di ogni studente e fare un commento su uno degli elementi che lo caratterizza, come la presenza di un animale, di un familiare, di un quadro sul muro.

Offrire un senso di appartenenza

Appartenere ad una comunità di apprendimento aiuta ad evitare l’isolamento ed offre una distrazione on-topic, cioè pertinente al tema. Uno dei metodi più semplici è creare un gruppo per ogni classe , per esempio su Whatsapp o una Room dedicata su Facebook, nel quale gli studenti possano scambiarsi commenti al termine della lezione ma interagire anche durante, incentivandone l’uso attraverso attività di collaborazione. Nei webinar ben organizzati accade spesso che vengano create due chat, una dedicata al Q&A – domande e risposte, di solito filtrato da un assistente del relatore- e una chat dedicata ai partecipanti, per saluti e commenti a caldo. Quest’ultima  può assolvere anche altre funzioni, quale quella di alleggerire il peso della lezione, rendendola più piacevole.

Segmentare il fardello

Suddividere la lezione in brevi microcast di 5-10 minuti, alternati a momenti altrettanto lunghi di digestione. Fondamentale in caso di contenuti complessi e/o ampi , dove lo span dell’attenzione è veramente breve ed è frequente che l’allievo si trovi a dedicarsi ad altro, protetto dal ristretto range della webcam – sempre in agguato le notifiche dello smartphone e le interferenze dell’ambiente domestico. È dimostrato che la partecipazione aumenta dividendo la lezione in piccoli blocchi alternati a momenti di partecipazione attiva. Dopo 5-10 minuti di informazione il cervello ha bisogno di elaborare il contenuto assorbito:  opportunità che, in classe, è spesso offerta da momenti di silenzio o dall’interazione con gli altri studenti. Online invece questi momenti potrebbero facilmente trasformarsi in un invito all’alienazione. Gli esperti consigliano di tenere impegnati gli studenti in questi momenti, a digitare qualcosa, come la risposta ad un quiz veloce, oppure spaziando sull’argomento, aprendo un allegato, disegnando.

Inserire attività

Per offrire un momento di respiro, una pausa tra i segmenti ma anche per facilitare l’apprendimento. Provare a mettere in pratica l’impianto teorico del quale si è appena discusso oppure misurarne la portata con un breve test interattivo. Si può chiedere agli studenti di fornire un esempio, risolvere un problema, intervistarsi l’un l’altro sul tema, ipotizzare case-scenario rilevanti. Ed è utile spiegare all’inizio lo scopo di ogni attività.

Offrire feedback

Frequentare una lezione dal vivo offre di per sé la sensazione di aver fatto un piccolo progresso ogni volta che la lezione è finita. Con la didattica online non funziona alla stessa maniera. La percezione dei progressi va stimolata chiedendo e offrendo spesso feedback allo studente. Chiedere alla fine della lezione di mettere per iscritto quello che si è appreso offre l’opportunità di focalizzare l’attenzione sui progressi fatti.

Una buona lezione è fatta anche di piacevolezza. Questi consigli si aggiungono a quelli che sono da sempre validi per la didattica in presenza e che, per quella a distanza, diventano imprescindibili.

Mai sottovalutare la preparazione tecnica degli allievi, trappola nella quale spesso si cade specie quando si ha a che fare con i millennials.  Per un maggiore senso di concretezza è utile spiegare all’inizio del corso e di ogni lezione le finalità di apprendimento  e misurare spesso i progressi fatti.

Per ultimo ricordiamo i consigli tecnici di base:

  • Essere pratici nell’uso degli strumenti a disposizione
  • Curare il background quanto l’aspetto personale, la luce e il suono
  • Organizzare ed etichettare il materiale di supporto in maniera coerente così da poter essere gestito con facilità e senza intoppi
  • Guardare spesso nella webcam per rinforzare il senso di presenza
  • Sintetizzare le slide al minimo necessario –  ma questo vale anche per le presentazioni dal vivo 😉

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